AMREF, GLI ITALIANI E LA CACCIA ALL’ACQUA POTABILE

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Metropolitana di Roma, stazione di Ottaviano S.Pietro. Nel classico distributore automatico di bevande i romani hanno trovato una curiosa sorpresa firmata Amref: bottigliette d’acqua vuote e un’etichetta con il seguente messaggio: “Per avere la bottiglie piena gira a destra e vai al distributore in fondo e digita il codice 227″.  Giunti all’altro distributore, i passeggeri della metro hanno selezionato il codice indicato e si sono ritrovati tra le mani una bottiglia d’acqua, questa volta piena, ed un nuovo messaggio: “Ogni giorno migliaia di africani devono camminare molto di più per procurarsi l’acqua. Aiuta Amref a portare acqua pulita e sicuro nei villaggi”. In media sono circa 20 i chilometri che tantissime popolazioni africane sono costrette a percorrere per trovare un pozzo d’acqua potabile. Una situazione a dir poco disumana che merita l’attenzione di tutti noi  Amref ha avuto la capacità di “rubare” agli italiani pochi minuti della loro vita frenetica per rivalutare un bene che sembra spesso scontato: l’acqua. Un essere umano necessita di 4 litri di acqua al giorno per sopravvivere. In Italia la quantità di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi è pari a 132 miliardi di metri cubi l’anno, 6.309 litri a persona al giorno. Siamo il terzo paese importatore di acqua virtuale (quella per cucinare e utilizzata nelle industrie). Davanti a noi sopo Giappone  e Messico. Questi dati sono emersi dal rapporto WWF dal titolo “Acqua in bocca: quello che il cibo non dice sull’impronta idrica“. La nuova campagna Amref  risulta molto più diretta ed efficace rispetto ai numerosi spot tv visti in precedenza e ai depliant distribuiti per strada. E’ la dimostrazione che forme non convenzionali di pubblicità coinvolgono al 100% i consumatori, rendendoli anche protagonisti della campagna stessa.

 

 

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Tremendamente curioso e goloso, rompipalle al punto giusto, adoro leggere gialli e romanzi storici. Football e internet addicted. Nutro un profondo amore per la Spagna dove ho vissuto un anno grazie al progetto Erasmus, ma il primo amore resta la mia Napoli. Laureato in “Comunicazione pubblica e d’impresa”, ho fondato e gestisco lo spazio web add-communication.com

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